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Epilessia nel cane: pronto soccorso e trattamenti

Silvia Capelli Scritto da Silvia Capelli Ultimo aggiornamento Dicembre 28, 2023

Guida completa all’epilessia del cane: cause, sintomi, trattamenti e gestione della malattia, con dati verificati da studi veterinari

L’epilessia nel migliore amico dell’uomo è un argomento che tocca il cuore di molti proprietari di cani.

Questa condizione neurologica, spesso poco conosciuta e fonte di preoccupazione, può essere una sfida sia per il cane che per il suo proprietario. 

In questo post ci immergeremo nel mondo dell’epilessia canina, esplorando le sue cause, i sintomi e le opzioni di trattamento.

Infine, ti spiegheremo come attivare un intervento di pronto soccorso nel caso di una crisi, e come gestire al meglio la vita quotidiana di un cane epilettico.

Cos’è l’epilessia nel cane?

L’epilessia nel cane è una condizione neurologica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti, che sono il risultato di scariche elettriche anomale nel cervello. 

E’ stato stimato che ne soffra circa lo 0,75% della popolazione canina. 

Queste crisi possono variare in gravità e frequenza, e possono manifestarsi in diversi modi, a seconda della parte del cervello coinvolta e dell’estensione dell’attività elettrica anomala.

Ci sono due tipi principali di epilessia nei cani:

  1. Epilessia Idiopatica: Questo è il tipo più comune e si verifica in assenza di una causa identificabile. È spesso considerata ereditaria in alcune razze. L’epilessia idiopatica di solito si manifesta in cani giovani e di mezza età.
  2. Epilessia Secondaria(anche definita Strutturale o Sintomatica): Questo tipo di epilessia è il risultato di una causa sottostante identificabile, come un tumore cerebrale, un trauma cranico, un’infezione o una malattia che colpisce il cervello.

Le crisi epilettiche possono variare da lievi (come brevi momenti di assenza o comportamenti strani) a gravi e prolungate (convulsioni generalizzate con perdita di coscienza). 

Esistono due tipi fondamentali di crisi, definite generalizzate e focali, ovvero che colpiscono ambedue o un solo emisfero del cervello.

Generalmente, le crisi si suddividono in tre tempi:

  1. Fase Iniziale (Aura o Fase Pre-ictale): Questa è la fase che precede l’effettiva crisi epilettica. Durante l’aura, il cane può mostrare comportamenti insoliti o segni di disagio.
  2. Fase Ictale (Fase da Ictus): Questa è la fase in cui si verifica la crisi epilettica vera e propria. Durante la fase ictale, il cane può sperimentare vari tipi di crisi, che possono variare da lievi (come brevi momenti di assenza o comportamenti strani) a gravi (convulsioni generalizzate con perdita di coscienza).
  3. Fase Post-ictale: Questa è la fase di recupero che segue immediatamente la crisi epilettica. Il periodo post-ictale può durare da pochi minuti a diverse ore o anche giorni.

Oltre alla classificazione delle crisi epilettiche in base alle loro fasi, è anche importante considerare la frequenza e la gravità degli attacchi epilettici nei cani. 

Questi aspetti aiutano a determinare la serietà della condizione e la necessità di interventi terapeutici specifici. 

Ecco come si suddividono le crisi epilettiche in base alla frequenza:

  1. Crisi Singola: In questo caso, le crisi epilettiche avvengono in modo isolato, con più di 24 ore di distanza l’una dall’altra. Una crisi singola non implica necessariamente una condizione cronica o la necessità di un trattamento a lungo termine, ma dovrebbe comunque essere monitorata e discussa con un veterinario.
  2. Cluster di Crisi (Crisi a Grappolo): Questo termine si riferisce a quando più attacchi epilettici si verificano in un breve lasso di tempo, generalmente meno di 24 ore, spesso nel giro di poche ore. I cluster di crisi possono essere più pericolosi di una crisi singola, poiché il cane non ha il tempo di riprendersi completamente tra un attacco e l’altro. Questo può essere stressante e fisicamente esigente per il cane e richiede spesso un intervento veterinario.
  3. Stato di Male Epilettico: E’ una condizione di emergenza medica in cui la crisi dura per più di 5 minuti, oppure il cane non riprende conoscenza tra un attacco e l’altro. Lo stato di male epilettico può causare danni permanenti al cervello e altre complicazioni gravi. Richiede un intervento veterinario immediato e spesso l’ospedalizzazione per stabilizzare il cane.

La comprensione di queste diverse categorie di crisi epilettiche è cruciale per i proprietari di cani epilettici. 

Permette di riconoscere quando un cane potrebbe avere bisogno di cure veterinarie urgenti e di discutere con il veterinario un piano di trattamento adeguato.

A che età si manifesta l’epilessia nel cane?

L’epilessia nei cani può manifestarsi a varie età, ma tipicamente si presenta nei cani giovani e di mezza età. 

L’età più comune per l’insorgenza dell’epilessia idiopatica, che è la forma più comune di epilessia nei cani, è tra i 6 mesi e i 6 anni

Tuttavia, è importante notare che l’epilessia può iniziare sia prima sia dopo questo intervallo di età.

Se un cane cucciolo inizia ad avere crisi epilettiche prima dei 6 mesi, è più probabile che ci sia una causa sottostante diversa dall’epilessia idiopatica, come anomalie congenite o metaboliche.

Stessa cosa se un cane anziano inizia ad avere crisi epilettiche dopo i 6 anni, in particolare se non ha una storia clinica con presenza di epilessia.

Anche in questo caso è più probabile che ci sia una causa sottostante diversa dall’epilessia idiopatica. 

Nei cani anziani le cause comuni possono includere tumori cerebrali, malattie degenerative, problemi vascolari o altre condizioni neurologiche.

Guida completa all’epilessia del cane: cause, sintomi, trattamenti e gestione della malattia, con dati verificati da studi veterinari

Perché si presentano le crisi epilettiche?

Le crisi epilettiche nel cane possono verificarsi per una varietà di motivi, e sono essenzialmente il risultato di un’attività elettrica anormale nel cervello, che porta ad un’attività cerebrale eccessiva o ad un’attività insolitamente depressa. 

Tra le cause di crisi epilettiche nei cani, alcune sono direttamente correlate a problemi intrinseci del cervello, mentre altre sono il risultato di fattori esterni o condizioni sistemiche. 

Le crisi causate da problemi cerebrali sono spesso classificate come epilessia, mentre quelle dovute a fattori esterni non sono considerate epilessia nel senso stretto del termine. Ecco una distinzione, iniziando con le crisi epilettiche le cui cause vengono trattate come epilessia:

  • Epilessia Idiopatica: Non ha una causa identificabile e si ritiene sia legata a fattori genetici. È la forma più comune di epilessia nei cani.
  • Tumori cerebrali: Le crisi causate da tumori cerebrali sono dovute a cambiamenti fisici nel cervello.
  • Anomalie strutturali del cervello: Includono malformazioni congenite o acquisite che alterano la normale funzione cerebrale.
  • Lesioni alla testa: Traumi che causano danni al cervello possono portare a crisi epilettiche.

Non sono invece classificate come epilessia le seguenti condizioni:

  • Avvelenamento/Tossine: Sostanze tossiche come antigelo, piante velenose, o cibi tossici possono causare crisi epilettiche a causa dell’effetto tossico sul sistema nervoso.
  • Problemi metabolici: Condizioni come ipoglicemia o ipocalcemia alterano l’equilibrio chimico del corpo, influenzando la funzione cerebrale.
  • Infezioni: Malattie infettive che colpiscono il cervello, come meningite o encefalite, possono causare crisi epilettiche.
  • Reazioni a farmaci o vaccini: Alcuni cani possono avere crisi epilettiche come reazione avversa a determinati trattamenti.

Quali sono i sintomi del cane con epilessia?

I sintomi del cane con epilessia sono quelle riconducibili all’evento principale, ovvero la crisi epilettica.

Comprendere il tipo di crisi epilettica e i suoi sintomi è fondamentale per una corretta diagnosi della condizione.

Come premesso, esistono due tipi fondamentali di crisi, definite generalizzate e focali

Le crisi generalizzate coinvolgono inizialmente entrambi gli emisferi cerebrali. I sintomi sono quelli classici dell’epilessia, che si manifestano su entrambi i lati del corpo:

  • Confusione
  • Movimenti muscolari involontari bilaterali 
  • Perdita improvvisa o aumento del tono muscolare
  • Movimenti pedali
  • Perdita di controllo della vescica o dell’intestino
  • Salivazione eccessiva
  • In casi gravi, perdita di coscienza

Le crisi focali hanno origine in un’area diversa del cervello e i sintomi si manifestano un singolo lato o una parte specifica del corpo.  I sintomi principali, anche in questo caso particolarmente evidenti, sono:

  • Confusione
  • Segni comportamentali quali paura e ricerca di attenzione
  • Attività motoria anomala
  • Spasmi facciali
  • Masticazione involontaria, 
  • Movimento involontario di un arto
  • Dilatazione della pupilla
  • Salivazione eccessiva
  • Vomito
  • In casi gravi, perdita di coscienza

Una crisi focale può diffondersi ad entrambi gli emisferi cerebrali, e diventare generalizzata.

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Qual’è il trattamento per l’epilessia del cane?

La diagnosi di epilessia viene fatta dopo aver escluso altre cause di crisi epilettiche, ad esempio quelle derivanti da fattori esterni come le tossine.

Il trattamento generalmente implica l’uso di farmaci antiepilettici per controllare le crisi. 

Anche se l’epilessia non può essere curata, nella maggior parte dei casi può essere gestita con successo con un trattamento appropriato e un monitoraggio regolare da parte di un veterinario.

I farmaci antiepilettici (AED) agiscono principalmente inibendo l’azione dei neurotrasmettitori eccitatori, stimolando le vie inibitorie o alterando la funzione dei canali ionici nel cervello. 

Quando si tratta di una singola crisi generalmente non vengono somministrati i farmaci antiepilettici, che invece si rivelano efficaci in questi casi:

  • Trattamento di crisi epilettiche generalizzate multiple nell’arco di 24 ore
  • Frequenza di almeno due crisi epilettiche in un periodo di sei mesi
  • Cane presenta segni insoliti o gravi successivamente all’attacco epilettico

Fatta l’adeguata valutazione, il veterinario deciderà se somministrare o meno i farmaci antiepilettici, e ne testerà tollerabilità e dosaggio per evitare la comparsa di effetti collaterali.

I farmaci di maggior utilizzo sono due:

Fenobarbital: È uno dei farmaci antiepilettici più comunemente prescritti nei cani. Agisce riducendo l’attività elettrica anomala nel cervello. Gli effetti collaterali possono includere:

  • Aumento dell’appetito e del peso.
  • Aumento della sete e della frequenza urinaria.
  • Sedazione o letargia, specialmente nelle prime fasi del trattamento.
  • Potenziale impatto sul fegato a lungo termine, quindi sono necessari controlli regolari della funzionalità epatica.

Bromuro di Potassio: Spesso usato in combinazione con il fenobarbital, specialmente nei cani che non rispondono adeguatamente a un singolo farmaco. È noto per essere meno dannoso per il fegato rispetto al fenobarbital, ma può causare:

  • Sedazione o letargia.
  • Problemi gastrointestinali come nausea o vomito.
  • Aumento della sete e della frequenza urinaria.
  • Possibile irritabilità o aggressività.

Vengono anche utilizzati farmaci di seconda generazione, quali:

Levetiracetam (Keppra): Un farmaco relativamente nuovo che è diventato popolare per il trattamento dell’epilessia nei cani. Ha meno effetti collaterali rispetto ad altri farmaci antiepilettici e può essere utilizzato in combinazione con altri farmaci. Può causare:

  • sonnolenza o, meno comunemente, agitazione.
  • In alcuni casi, possono verificarsi problemi gastrointestinali.

Zonisamide: È un altro farmaco antiepilettico che può essere usato da solo o in combinazione. È generalmente ben tollerato, ma può causare effetti collaterali come:

  • Sonnolenza o letargia.
  • Problemi gastrointestinali come vomito o perdita di appetito.
  • In rari casi, problemi cutanei o impatto sui reni.

Felbamato: Meno comunemente usato a causa del rischio di effetti collaterali gravi, tra i quali ci sono:

  • Danni al fegato.
  • Aumento dell’appetito.
  • Problemi gastrointestinali.
  • Possibile impatto sul fegato

Tuttavia, può essere un’opzione per cani che non rispondono ad altri farmaci. 

Gabapentin: Originariamente usato per il trattamento del dolore neuropatico, è stato trovato utile anche nel controllo delle crisi epilettiche. Può essere usato da solo o in combinazione con altri farmaci antiepilettici. Effetti collaterali:

  • Sedazione o sonnolenza.
  • Atassia o difficoltà di coordinazione.
  • In alcuni casi, può causare agitazione.

Pregabalin: Simile al gabapentin, è utilizzato per il trattamento del dolore neuropatico e può essere utile nel controllo delle crisi epilettiche. Può causare:

  • Sedazione, sonnolenza e atassia.
  • Agitazione o euforia.

Topiramato: Un altro farmaco antiepilettico che può essere usato come terapia aggiuntiva in cani che non rispondono completamente ad altri trattamenti. E’ responsabile di:

  • Sonnolenza o confusione.
  • Perdita di peso o diminuzione dell’appetito.
  • Problemi gastrointestinali.

È importante ricordare che la reazione di ogni cane ai farmaci antiepilettici può variare. Alcuni cani possono sperimentare pochi o nessun effetto collaterale, mentre altri possono essere più sensibili. 

Ed è fondamentale sottolineare che la selezione e il dosaggio dei farmaci per l’epilessia canina sono strettamente personalizzati in base alle necessità individuali del cane, alla severità e regolarità delle crisi epilettiche, nonché alla presenza di eventuali altre condizioni mediche. 

La gestione efficace dell’epilessia in un cane implica un monitoraggio accurato e una collaborazione costante con il veterinario, al fine di ottimizzare il regime di trattamento e ridurre al minimo gli effetti collaterali. 

Stabilire il dosaggio ottimale e tollerabile può essere un processo complesso e prolungato. Anche se la dose iniziale è comunemente calcolata in base al peso del cane, è importante considerare che diversi cani possono metabolizzare i farmaci in modo differente. 

Di conseguenza, sono spesso necessari test sanguigni specifici per monitorare i livelli del farmaco nel sangue nel corso del tempo, al fine di identificare il dosaggio che offre la massima efficacia senza causare effetti tossici.

Sfortunatamente, secondo questo studio, nonostante le terapie per il controllo farmacologico dell’epilessia solo il 30% circa dei cani trattati non ha più crisi epilettiche, o nota una sostanziale riduzione delle stesse.

Il rimanente continua ad avere crisi nel lungo termine, e circa il 20-30% continua a manifestare episodi gravi.

Ci sono anche cani che soffrono di epilessia refrattaria, ovvero resistente all’utilizzo di almeno due farmaci antiepilettici. 

Questo caso di verifica nel 30-40% dei casi circa, rendendo il trattamento dell’epilessia canina un argomento ancora controverso.

NB: Le informazioni fornite di seguito sono solo a scopo informativo e non possono sostituire il consiglio del veterinario. Non somministrare alcun farmaco al tuo cane senza

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Cosa fare quando il cane ha una crisi epilettica

Quando il cane ha una crisi epilettica, è importante sapere come agire per offrire un pronto soccorso immediato. 

Ma è altrettanto importante monitorare l’evento per poterlo comprendere e diagnosticare correttamente.

Come bisogna comportarsi durante e dopo una crisi epilettica? C’è qualcosa che possiamo fare per gestire la situazione? 

La risposta è sì, è possibile gestire una crisi epilettica del cane seguendo questi semplici consigli:

Innanzitutto…Mantieni la Calma!

Che sia la prima volta che il tuo cane ha una crisi epilettica o che tu abbia già assistito a episodi precedenti, è fondamentale mantenere la calma. Agitarsi, piangere o urlare potrebbe spaventare ancora di più il tuo amico a quattro zampe, che non trarrebbe nessun beneficio dai tuoi schiamazzi. 

Allontana gli altri animali

Se hai altri cani o animali domestici allontanali dal cane con la crisi. Non solo potrebbero spaventarsi, ma in una situazione sconosciuta di forte stress un cane particolarmente aggressivo potrebbe attaccare quello in preda alle convulsioni.

Stai vicino al cane

Cerca di sederti o di stare vicino al cane.vicino al tuo cane. Accarezzarlo potrebbe avere un effetto calmante, ma è rischioso, in quanto molti cani mordono inavvertitamente quando hanno un attacco epilettico, oppure lo fanno per paura.

Se è la prima volta che gestisci una crisi, potrebbe essere meglio evitare di accarezzarlo, anche se ciò può essere difficile emotivamente.

Cerca di monitorare la durata della crisi.

Se possibile, utilizza un cronometro o un orologio per determinare la durata della crisi. In linea di massima, la durata inferiore ai due minuti significa che non c’è pericolo, mentre se dura da 2 a 5 dovresti portare il cane dal veterinario il prima possibile.

Se invece la crisi dura 5 o più minuti è necessario l’intervento immediato del veterinario, così come se il cane soffre di crisi multiple in pochi minuti, soprattutto se non riprende coscienza tra un attacco e l’altro.

Sposta il cane al sicuro

Assicurati che il cane si trovi in un luogo dove non può cadere o ferirsi accidentalmente. Poiché i suoi movimenti sono incontrollati, così come lo stato emotivo al risveglio, una crisi sul pianerottolo delle scale o su un terrazzo poco sicuro potrebbe avere gravi conseguenze.

Rassicura il tuo amico

Alla fine della crisi il cane si sentirà confuso e spaventato. Cerca di rassicurarlo e mantenerlo tranquillo, parlandogli o standogli vicino. Ti renderai conto se ha bisogno di attenzione o se preferisce restare solo. Cerca di leggere i segnali, in modo da riportarlo alla calma in modo sicuro. Puoi anche provare ad avvolgerlo in una coperta (il senso di abbraccio ha una funzione calmante, come quella dei cappotto anti ansia per cani nervosi) ma fallo solo se ti accorgi che il cane vuole essere toccato.

Ripristina la temperatura corporea

Dopo una crisi epilettica potrebbe verificarsi un leggero innalzamento della temperatura corporea. Mantieni il cane fresco, magari appoggiando dei panni bagnati sulle zampe, assicurandoti che non possa mordere mentre lo fai.

Lascia riposare il cane, e lascia che si nutra

Se il cane sembra avere fame o sete, lascialo mangiare e bere, ma senza forzature. Se invece vuole solo riposare lascialo in un posto fresco, tranquillo e silenzioso, e lascia che riposi. Meglio spostarlo nel luogo in cui generalmente trova conforto, ad esempio la camera da letto o il suo kennel se è abituato a dormirci dentro.

Chiama il Veterinario

Se si tratta della prima esperienza, se la crisi è stata particolarmente lunga e violenta o se hai qualunque tipo di dubbio in merito all’evento o a cosa fare, consulta il tuo veterinario.

Per permettere al veterinario di emettere una diagnosi accurata, è importante che i proprietari di cani osservino attentamente l’evento convulsivo annotando informazioni dettagliate.

Questo sarà probabilmente impossibile nel caso di una prima o unica esperienza, ma è importante annotare le informazioni seguenti nel caso di eventi ripetuti:

  • Parti del corpo colpite 
  • Quando si verificano le convulsioni 
  • Quanto spesso si verificano le convulsioni
  • Quanto durano 
  • Dopo quanto avviene il ritorno alla normalità
  • Altri fattori o cambiamenti comportamentali (disorientamento difficoltà a stare in piedi o a muoversi, comportamenti anomali come girare in cerchio, problemi di vista temporanei, letargia, ansia, cambiamento nell’appetito o comportamento aggressivo o irritabile)
  • Durata dei comportamenti anomali

Questo permetterà al tuo veterinario di tracciare un profilo medico accurato del tuo cane e di intervenire prontamente con la terapia corretta.

Puoi utilizzare questo esempio per tracciare le crisi epilettiche del tuo cane:

Data CrisiOraDurataParti colpiteComportamento post crisi (e durata)
11/ 11/2320.5154 secondiZampa Post dxLetargia, Confusione
Spasmi faccialiMancanza di appetito (12 ore)
Nessuna crisi successiva
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Come gestire al meglio la vita quotidiana di un cane epilettico?

Gestire la vita quotidiana di un cane epilettico richiede attenzione, pazienza e alcune modifiche allo stile di vita per garantire la sicurezza e il benessere del cane. 

Ecco alcuni consigli su come farlo:

  1. Mantieni un ambiente domestico tranquillo e privo di stress. I cambiamenti improvvisi e i rumori forti possono scatenare crisi in alcuni cani epilettici.
  2. Stabilisci una routine quotidiana regolare per pasti, passeggiate, giochi e orari di riposo. Una routine costante può aiutare a ridurre lo stress e a stabilizzare il cane.
  3. Tieni un diario delle crisi, annotando la data, la durata, la gravità e qualsiasi fattore scatenante potenziale. Questo aiuterà il veterinario a valutare l’efficacia del trattamento.
  4. Amministra i farmaci antiepilettici secondo le indicazioni del veterinario e non saltare mai una dose. Assicurati di avere sempre una scorta sufficiente del farmaco.
  5. Programma controlli regolari con il veterinario per monitorare la salute del tuo cane e regolare il trattamento se necessario.
  6. Fornisci una dieta equilibrata e di alta qualità. Discuti con il veterinario se sia necessaria un’alimentazione specifica per il cane epilettico. Alcuni studi suggeriscono che una dieta a basso contenuto di carboidrati, simile alla dieta chetogenica usata negli umani per l’epilessia, potrebbe essere utile per alcuni cani epilettici. Questa dieta aumenta la quantità di grassi e riduce i carboidrati, potenzialmente riducendo la frequenza delle crisi. Gli acidi grassi Omega-3, come quelli trovati nell’olio di pesce, possono avere effetti antinfiammatori e sono stati studiati per il loro potenziale beneficio nei cani epilettici.
  7. Mantieni un regime di esercizio fisico regolare ma non eccessivo. L’esercizio aiuta a gestire lo stress e a mantenere il cane in buona salute.
  8. Rimuovi oggetti pericolosi e assicurati che il tuo cane non possa farsi male durante una crisi. Ad esempio, evita scale aperte e superfici alte da cui potrebbe cadere.
  9. Considera tecniche di riduzione dello stress come massaggi, musicoterapia o giochi mentali per mantenere il tuo cane rilassato.
  10. Sii preparato a gestire una crisi epilettica. Impara come tenere il tuo cane al sicuro durante una crisi e quando è necessario cercare assistenza veterinaria d’urgenza.
  11. Fornisci molto affetto e supporto al tuo cane. La presenza rassicurante e l’amore possono fare molto per il benessere emotivo del tuo amico a quattro zampe.

CBD per l’epilessia del cane: uno studio promettente

L’uso dell’olio di canapa (CBD) nelle crisi epilettiche refrattarie è diventato un approccio terapeutico comune nel trattamento dell’epilessia idiopatica nei cani. 

Un recente studio ha esplorato l’uso di un prodotto di canapa ricco di CBD e CBDA nel trattamento dell’epilessia refrattaria (difficile da controllare) nei cani. 

Quattordici cani sono stati inclusi in uno studio di 24 settimane.

I cani hanno ricevuto o un placebo o un estratto di canapa ricco di CBD/CBDA a 2 mg/kg per via orale ogni 12 ore.

 Sono stati monitorati per la chimica del sangue, i farmaci antiepilettici nel siero e la frequenza delle crisi.

I risultati hanno mostrato una riduzione significativa delle crisi epilettiche nei cani trattati con CBD/CBDA rispetto al placebo. La frequenza media delle crisi è scesa da 8,0 a 5,0 con il trattamento CBD/CBDA.

Non sono state osservate alterazioni significative nei test di routine del sangue. Gli effetti collaterali erano minimi, inclusi sonnolenza e atassia transitoria, simili a quelli del placebo.

Lo studio suggerisce che l’estratto di canapa ricco di CBD/CBDA può essere un’opzione sicura ed efficace per ridurre le crisi epilettiche nei cani, specialmente quelli per cui i farmaci antiepilettici standard non sono completamente efficaci.

Questo studio apre la strada a ulteriori ricerche sull’uso del CBD nell’epilessia canina e offre speranza ai proprietari di cani con questa condizione difficile, ma per valutare l’utilizzo di CBD per l’epilessia del cane consultati sempre con il veterinario.

Per saperne di più su questo prodotto leggi la nostra guida: Olio di CBD per cani: è davvero utile e sicuro come dicono?

In conclusione…

L’epilessia nei cani non è solo una questione medica, ma anche emotiva. Affrontare una diagnosi di epilessia nel proprio cane richiede comprensione, pazienza e un approccio informato. 

Da cosa fare durante una crisi epilettica a come i trattamenti moderni possono aiutare a gestire questa condizione, speriamo di essere riusciti a fornire informazioni preziose e supporto ai proprietari di cani che affrontano questa sfida. 

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Nota dell’autore

Invito tutti i lettori a condividere la loro esperienza su questo argomento nella sezione dei commenti. 

Qualunque informazione che vorrete condividere su salute, carattere, prodotti e consigli sull’educazione o sulla dieta ci aiuteranno a creare una grande community di padroni che non solo amano i cani, ma che sanno anche come gestirli al meglio.

Dallo Staff di Khani.it

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Fonti

Understanding Canine Epilepsy – Canine Health Foundation

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